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Arredi liturgici

Ricostruzione tridimensionale di interno della basilica di San Giovanni EvangelistaLe chiese di Castel Seprio avevano pavimentazioni in opus sectile con lastrine esagonali, quadrangolari e triangolari bianche e nere (battistero, alcune parti di San Giovanni Evangelista, Santa Maria foris portas). Delimitazioni absidali sono in Santa Maria foris portas, nel battistero, in San Giovanni, dove la navata centrale conserva la fondazione di una recinzione rettangolare sopraelevata, che delimitava il presbiterio e l’area dell’altare.
Tali strutture sono comuni nelle chiese paleocristiane e solitamente sostengono lastre in pietra decorate (plutei) collegate da pilastrini. Alla recinzione di San Giovanni viene riferita la lastra con croci incise entro arcatelle, datata tra fine del VI e inizi del VII secolo (conservata al Museo di Gallarate).
Tra tarda età longobarda e inizi dell’età carolingia la chiesa ebbe forse una nuova recinzione presbiteriale, composta da una pergola sostenuta da colonnine con capitelli (un esemplare si conserva solo in parte). Alcuni frammenti di colonnine rinvenuti nel castrum potrebbero appartenere a simili arredi liturgici, oppure essere stati sostegni per l’altare. Ad aperture a bifora sono probabilmente riconducibili due capitelli a stampella (romanici), recuperati nel castrum.
Gli edifici di culto erano illuminati da lampade a olio in vetro, sorrette da lampadari metallici, e da finestre chiuse con lastre di vetro tenute da barrette di piombo, come attestano i numerosi frammenti rinvenuti presso gli edifici religiosi.

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Francesco da Gattinara

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